Oops, you're using an old version of your browser so some of the features on this page may not be displaying properly.

MINIMAL Requirements: Google Chrome 24+Mozilla Firefox 20+Internet Explorer 11Opera 15–18Apple Safari 7SeaMonkey 2.15-2.23

La tossicità cutanea è un effetto di classe, e occorre prevedere che in quasi tutti i pazienti esposti al trattamento con EGFRI si manifestino alterazioni della cute lievi o moderate.1,2,3,4 È necessario evitare un management subottimale di questi effetti collaterali, perché potrebbero causare inutili ritardi di somministrazione degli EGFRI o interruzioni del trattamento.

La tossicità cutanea è un effetto collaterale a carico del target, dovuto al meccanismo d’azione farmacologico (inibizione dell’EGFR a livello cutaneo) e  dose-dipendente. Non si tratta di una manifestazione allergica. Il trattamento dermatologico deve avere quindi una funzione di supporto mentre il trattamento con EGFRI prosegue.6

Il trattamento della cute tende a rendere massimi i benefici che il paziente trae dal trattamento con gli EGFRI.5 Per questo motivo, i trattamenti delle tossicità cutanee indotte dagli EGFRI devono avere le funzioni seguenti:

  • non interferire con gli effetti antitumorali
  • avere effetti collaterali minimi
  • essere facili da somministrare
  • comprendere i punti di accesso della radioterapia durante la terapia combinata
  • essere in primo luogo commisurati al tipo di lesione

Il rash è acneiforme, ma non è acne: mancano i comedoni e la cute è molto più sensibile. Per questo motivo si devono evitare i trattamenti anticomedonici quali i retinoidi topici o gli α-idrossiacidi.6 Oltre a ciò, si raccomanda di non usare preparazioni da banco contro l’acne, perché possono esacerbare la secchezza e la desquamazione.6,7,8,9,10

In casi clinici gravi o con quadri patologici insoliti occor reconsiderare tempestivamente la consultazione di un dermatologo.6

È importante intervenire precocemente11,12

  • Iniziare il trattamento al primo segno di rash.
  • Rilevare l’eventuale presenza di dolore, fissure cutanee o essudato dovuti al rash.
  • Le lozioni e le creme vengono normalmente preferite alle formulazioni in gel, soprattutto per le lesioni estese.10,11,12,13
  • Usare con cautela gli agenti topici, dal momento che i pazienti possono mostrare una sensibilità anomala agli irritanti o agli allergeni.5
  • Aiutare i pazienti ad affrontare lo stress psicofisico dovuto al rash.

È importante eseguire un monitoraggio attento

  • Attendersi infezioni cutanee secondarie e trattarle tempestivamente.10,11,12,13
  • Assicurarsi che il paziente possa contattare subito il personale sanitario nel caso in cui i sintomi cutanei dovessero peggiorare, così da poter modificare di conseguenza il trattamento cutaneo di supporto.
  • Attendersi e prevenire/trattare gli effetti indesiderati secondari al consumo di alcol in combinazione con antibiotici (per es. colpite, gastrite, diarrea, peggioramento dell’eritema), nonché gli effetti indesiderati secondari al trattamento antinfiammatorio, antibiotico o analgesico.

Considerare la terapia antidolorificaa seconda del bisogno,7 e intensificarla in base alle raccomandazioni OMS o a raccomandazioni che si rifanno alla OMS.14

Bibliografia

1European Medicine Agency. Tarceva® (erlotinib) Summary of Product Characteristics 2009.
2European Medicine Agency. Erbitux® (cetuximab) Summary of Product Characteristics 2009.
3European Medicine Agency. Vectibix® (panitumumab) Summary of Product Characteristics 2009.
4European Medicine Agency. Tyverb® (lapatinib) Summary of Product Characteristics 2010.
5Lacouture ME. Nat Rev Cancer 2006; 6: 803-812.
6Segaert S. Targeted Oncol 2008; 3: 245-251.
7Peréz-Soler R et al. Oncologist 2005; 10: 345-356.
8Segaert S & Van Cutsem E. Ann Oncol 2005; 16: 1425-1433.
9Pizzo B. Clin J Oncol Nurs 2004; 8: 385-392.
10Dick SE & Crawford GH. Commun Oncol 2005; 2: 492-496.
11Sipples R. Semin Oncol Nurs 2006; 22: 28-34.
12Rhee J et al. Clin Colorectal Cancer 2005; 5(Suppl 2): S101-S106.
13Garey JS et al. J Clin Oncol ASCO Annual Meeting Proceedings 2005; 23; 823.
14World Health Organization. WHO's pain relief ladder 2009.

Ultimo aggiornamento nel 2009.

This site uses cookies. Some of these cookies are essential, while others help us improve your experience by providing insights into how the site is being used.

For more detailed information on the cookies we use, please check our Privacy Policy.

Customise settings